Fiori di Bach

Un rimedio per gli stati mentali negativi che interferiscono con la serenità e la normale armonia del corpo.

Il percorso che Edward Bach fece per scoprire i 38 rimedi floreali ormai famosi in tutto il mondo, parte dalla medicina tradizionale. A chi sente per la prima volta parlare dei fiori di Bach, bisogna subito raccontare questo: lui era un medico. Lo divenne a Londra nel 1910. E proprio lì, dall'osservazione dei pazienti dell'University College Hospital, e dalla ricerca di vaccini (nosodi) che guarissero le infezioni intestinali, iniziò a capire che più che la malattia bisognava guarire il malato, e che per guarirlo, bisognava prima di tutto capirne il temperamento e le inclinazioni. Perché una malattia fisica può dipendere da stati mentali negativi che interferiscono con la serenità e la normale armonia del corpo. I fiori che egli stesso rintracciò e osservò sui sentieri delle montagne del Galles, agiscono proprio su questi stati mentali negativi.
All'inizio, a Londra, ideò sette vaccini che erano composti di altrettanti sette gruppi di batteri. Poi collegò ognuno di questi vaccini a una tipologia di persone e stati d'animo differenti (come paura, terrore, inquietitudine) e lo somministrò in base a questa classificazione. Pensò anche che sarebbe stato ancora più salutare trovare dei composti naturali. Nel 1928 era in Galles. Lì colse due fiori, Impatients Royaleii e Mimulus Luteus, li preparò come faceva con i nosodi, li prescrisse ad alcuni suoi pazienti e notò buoni miglioramenti. Fu questo che gli fece decidere a 43 anni di lasciare la sua attività di medico a Londra e ripartire per il Galles, alla scoperta di altri rimedi floreali. Una ricerca che durò fino al 1932, anno della sua morte.
Camminò parecchio sulle montagne, studiò le energie positive delle piante, osservò la loro struttura, identificò e catalogò trentotto fiori che correggessero stati psicologici negativi. Il fiore Agrimony, per fare qualche esempio, ha un aspetto sorridente ed è adatto a chi sorride sempre agli altri nascondendo però i propri problemi; Larch, invece, insegna la perseveranza, e la tenacia; Elm è utile per chi si scoraggia facilmente e non si sente mai all'altezza del compito.
Una curiosità: arrivato in Galles, Bach si accorse di aver portato con sé una valigia piena di scarpe anziché quella con i pestelli e i mortai. Questo "imprevisto" fu utile e fatale, perché fece uso smodato di scarpe per le innumerevoli paseggiate sui monti, e inventò un nuovo metodo di preparazione dei fiori: non pestelli e mortai, ma acqua di rugiada ed esposizione al sole.

Al Centro Shen, in collaborazione con l'Unione di Floriterapia di Roma, si organizzano corsi che insegnano l'utilizzo dei 39 rimedi floreali scoperti dal Dottor Bach a vari livelli. E' anche possibile ricevere consulenze individuali dagli Operatori del Centro.